mercoledì 18 gennaio 2017

INVESTIGAZIONE CRIMINALE APPLICATA ALLE INDAGINI DIFENSIVE


Il CESCRIN (Centro Studi Investigazioni Criminale) organizza per l’anno 2017 Corso di INVESTIGAZIONE CRIMINALE APPLICATA ALLE INDAGINI DIFENSIVE”
SEI MODULI  
PATROCINIO DELLA CAMERA PENALE DI CASSINO
Le date del Corso (tutti i giorni sono di sabato) sono le seguenti:
28 gennaio, 4 febbraio, 18 febbraio; 4 marzo, 11 marzo, 25 marzo 2017

ORARIO 9:30 – 14:00
TRIBUNALE DI CASSINO - SALA RIUNIONE ORDINE DEGLI AVVOCATI – VIA TASSO 12 
PRESENTAZIONE DEL CORSO
Il Corso diviso in Moduli, riservato particolarmente agli Avvocati ed ai Praticanti di Studio, ha lo scopo di fare ottenere le competenze necessarie per gestire, coordinare e proiettare in ambito processuale: (I) le attività di analisi criminalistica, criminologica, d’intelligence e investigativa relative ai procedimenti penali, (II) i concetti e gli strumenti investigativi di scena del crimine e tracce criminali, di vittimologia, di indicatori fondamentali del crimine, delle Matrici del crimine ed altri, (III) il Metodo dell’Analisi Investigativa Criminale Sistemica, (IV) il management investigativo-processuale delle scienze forensi.

Il Corso analizza, affronta, perfeziona e mette in sinergia le indagini difensive dinamiche, sotto gli aspetti tattici, strategici, logistici, procedurali e metodologici, nei seguenti quattro casi topici:

1.       difesa degli interessi della vittima di morte equivoca, dove la difesa della persona offesa (familiari della vittima) tende alla riapertura delle indagini, all’individuazione del veridico contesto criminogeno-criminodinamico, ovvero all’indicazione degli elementi a carico di uno o più soggetti;

2.       difesa del soggetto indagato o imputato di furto, rapina, omicidio e/o violenza sessuale;

3.       difesa degli interessi della persona offesa in casi di omicidio, rapina, furto e/o violenza sessuale, in antitesi con la difesa dell'indagato e/o dell'imputato

4.       la revisione di sentenze di condanna.

Direttore Scientifico Prof. Francesco Sidoti, Sociologo Criminologo, Presid. CdL Scienze Investigazione L'Aquila

Direttore Giuridico Avv. Eduardo Rotondi, Presidente della Camera Penale di Cassino 

Direttore Didattico Prof. Carmelo Lavorino, Criminologo, Profiler, Analista della Scena del Crimine
Le dispense e il materiale didattico sono a cura del CESCRIN.
A fine Corso / Modulo sarà rilasciato ATTESTATO DI PARTECIPAZIONE
Il Corso è valido per i Crediti Formativi ORDINE DEGLI AVVOCATI DI CASSINO e per i Crediti Formativi per SCIENZE DELL’INVESTIGAZIONE UNIVERSITÀ DI L’AQUILA.
QUOTE ISCRIZIONE
  • Avvocati e Praticanti di studio: QUOTA ISCRIZIONE UN MODULO euro 50
  • Studenti: QUOTA ISCRIZIONE UN MODULO euro 60
  • Forze dell’Ordine: QUOTA ISCRIZIONE UN MODULO euro 70
  • Altri: QUOTA ISCRIZIONE AL CORSO UN MODULO euro 130
Per informazioni telefonare alla Segreteria CESCRIN 342 9779994
Per iscriversi inviare la domanda d’iscrizione col modulo di pagamento previo bonifico tramite email a: cescrin@gmail.com o  cescrin@pec.it
o fax al nr 06 39721942

PROGRAMMA DEL MODULO DEL 4 FEBBRAIO 2017
INDAGINI DIFENSIVE DEI CONGIUNTI DELLA VITTIMA IN CASO DI MORTE EQUIVOCA.
Scena del crimine e tracce criminali.
Analisi delle macchie di sangue (BPA - Bloodstain Pattern Analysis).  
Analisi delle lesioni (WPA - Wound Pattern Analysis).
Analisi ed attività per la riapertura delle indagini
Analisi ed attività per impedire il verificarsi di errori giudiziari e distorsioni investigative.
Analisi ed attività per l'individuazione dell'esatto contesto criminogeno-criminodinamico.
Lo Schema investigativo classico e lo Schema Sistemico del Metodo MOCCI.
Excursus storico, investigativo e giudiziario dei casi di storia.
·         PRIMO CASO.  MORTE PER COLPO DI PISTOLA ALLA TEMPIA.
CONCLUSIONI DEGLI INQUIRENTI: suicidio.
CONCLUSIONI DELL’ANALISI INVESTIGATIVA SISTEMICA CRIMINALE: omicidio volontario con staging e depistaggi. 
·         SECONDO CASO. MORTE PER COLPO DI FUCILE ALLA FRONTE.
CONCLUSIONI DEGLI INQUIRENTI: Suicidio.  
CONCLUSIONI DELL’ANALISI INVESTIGATIVA SISTEMICA CRIMINALE: omicidio in ambito di rapina con fuga immediata. 
·         TERZO CASO. MORTE PER ANNEGAMENTO E INFARTO.
CONCLUSIONI INQUIRENTI: suicidio.
CONCLUSIONI DELL’ANALISI INVESTIGATIVA SISTEMICA CRIMINALE: omicidio con staging e depistaggi.
·         QUARTO CASO. MORTE PER PRECIPITAZIONE.
CONCLUSIONI INQUIRENTI: suicidio.
CONCLUSIONI DELL’ANALISI INVESTIGATIVA SISTEMICA CRIMINALE: omicidio con staging e depistaggi.
·         QUINTO CASO. MORTE PER COLPO DI PISTOLA ALLA TEMPIA.
CONCLUSIONI INQUIRENTI: suicidio.

CONCLUSIONI DELL’ANALISI INVESTIGATIVA SISTEMICA CRIMINALE: omicidio con staging e depistaggi. 

MODULO 3 - INCONTRO DEL 18 FEBBRAIO

INDAGINI DIFENSIVE DELL'INDAGATO E DELL'IMPUTATO DI OMICIDIO.

TECNICA DEL PROFILO CRIMINALE (CRIMINAL PROFILING) LA TRIADE CRIMINODINAMICA.
Analisi del fascicolo e dei fatti. Crime Scene Investigation, Criminal Profiling e Analisi Investigativa Criminale Sistemica. Analisi dell'impianto accusatorio e della metodologia investigativa della controparte. Individuazione delle red flags / contraddizioni / punti deboli dell'impianto investigativo-accusatorio. Applicazione del Metodo MOCCII.
La TRIADE CRIMINODINAMICA: tracce di modus operandi ed esecutive, tracce di matrice psicologica, tracce di autoconservazione. Modello delle SETTE ESSE.
Tecnica del profilo criminale (Criminal Profiling): dalla BSU di Quantico alla Triade criminodinamica.

MODULO 4 - INCONTRO DEL 4 MARZO
INDAGINI DIFENSIVE DELL'INDAGATO E DELL'IMPUTATO DI OMICIDIO.
MA.C.R.EV. (MATRICE CRONOLOGICA RICOSTRUZIONE EVENTO).
TA.P.E.C. (TABELLA DELLE POSSIBILITÀ ESECUTIVE DEL CRIMINE).
Analisi del fascicolo e dei fatti. Crime Scene Investigation, Criminal Profiling e Analisi Investigativa Criminale Sistemica. Analisi dell'impianto accusatorio e della metodologia investigativa della controparte.
Individuazione delle red flags / contraddizioni / punti deboli dell'impianto investigativo-accusatorio. Applicazione del Metodo MOCCII.

MODULO 5 - INCONTRO DELL‘ 11 MARZO
INDAGINI DIFENSIVE DELL'INDAGATO E DELL'IMPUTATO DI RAPINA E FURTO.
Analisi del fascicolo e dei fatti. Crime Scene Investigation, Criminal Profiling e Analisi Investigativa Criminale Sistemica. Analisi dell'impianto accusatorio e della metodologia investigativa della controparte.
Individuazione delle red flags / contraddizioni / punti deboli dell'impianto investigativo-accusatorio. Applicazione del Metodo MOCCII.
INDAGINI DIFENSIVE DEI FAMILIARI DELLA VITTIMA IN CASO DI OMICIDIO.
Analisi ed attività per impedire il verificarsi di errori giudiziari e distorsioni investigative.
Analisi ed attività per l'individuazione dell'esatto contesto criminogeno-criminodinamico.
Analisi ed attività per la riapertura delle indagini.

MODULO 6 - INCONTRO DEL 25 MARZO
INDAGINI DIFENSIVE PER LA REVISIONE DEL PROCESSO.
Analisi del fascicolo e dei fatti.
L'individuazione di elementi nuovi e metodologie.
Analisi Investigativa Sistemica Criminale per la revisione del processo.


DOMANDA ISCRIZIONE AL CORSO CESCRIN
“INVESTIGAZIONE CRIMINALE APPLICATA ALLE INDAGINI DIFENSIVE”
DA INVIARE tramite email a: cescrin@gmail.com oppure cescrin@pec.it
o tramite fax al nr 06 39721942

SCRIVERE IN STAMPATELLO
Il/la sottoscritto/a .............................................................................................
Attività ............................................................................................................ 
(Indicare con precisione se: Avvovato, Praticante di studio, Studnete, Appartenente alle Forze dell'Ordine, Altro)
Data di nascita  .................................  
Luogo di nascita ............................................................................................
Telefoni: cellulare, fisso, fax  ........................................................................
E.mail............................................................................................................
Residente in ..................................................................................................
Chiede l’iscrizione al CORSO “INVESTIGAZIONE CRIMINALE APPLICATA ALLE INDAGINI DIFENSIVE” previsto in CASSINO per i giorni 28 gennaio; 4, 28 febbraio, 4, 11 25 marzo 2017:
·            P   Per il Corso intero ..........................
·              Per il Modulo N° …….. del giorno ………….……...
-  DICHIARA DI AVERE VERSATO LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE DI EURO ……………………………….
   TRAMITE BONIFICO DI CUI INVIA COPIA:
·         BONIFICO intestato a: CESCRIN
·         IBAN:   IT53S0572803216882570001205 - BANCA POPOLARE DI VICENZA
·         CAUSALE: QUOTA ISCRIZIONE  CORSO CESCRIN
·         N° CRO: ................................................................................. DATA .............................................

 AUTORIZZAZIONE AL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI
La informiamo, ai sensi dell’ Art. 10 della legge 31 dicembre 1996 n. 675, recante disposizioni a tutela delle persone e d’altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali, che i dati da Lei forniti, potranno formare oggetto di trattamento, nel rispetto della normativa sopra richiamata e degli obblighi di riservatezza cui e’ ispirata la nostra attività. La informiamo altresì che in relazione ai predetti trattamenti Lei potrà esercitare i diritti di cui all’ Art. 13 del 31/12/96 n. 675. Ricevuta l’ informativa dei miei dati personali ai sensi dell’ Art. 10 della legge n. 675/96 consento al loro trattamento nella misura necessaria per il perseguimento degli scopi statutari. Inoltre autorizzo l’utilizzo del proprio ritratto e la pubblicazione e diffusione dell’immagine agli organizzatori per gli usi consentiti dalla legge.

Data ..............................................................        .................................................................................................................
                                                                                                Firma


 

sabato 3 dicembre 2016

"COPPIA DIABOLICA DI SARONNO"

SINTESI DEL MIO INTERVENTO AL TGCOM24 del 2 DICEMBRE 
Serial Killer in coppia, disturbo condiviso, lui soggetto dominante, lei la parte sottomessa.
Serial Killer tipo "Black Devils - Diavoli neri", dominatori con ricerca dell'onnipotenza, gusto nell'uccidere, missionari, organizzati.
Invisibili perché ricercatori del delitto perfetto, senza il gusto della sfida e della rivendicazione, con forti conoscenze scientifiche, mediche e criminalistiche, perché agenti nel proprio contesto ospedaliero, perché esecutori del modus operandi di attendere la vittima servita su un piatto d'argento e pronta in trappola, per poi attivare l'azione criminoesecutiva tramite farmaci et similia. 
Visibili perché, sentendosi onnipotenti ed avendo come sistema di valori prevalente "la ritualità omicidiaria del paziente da accudire", hanno voluto strafare, sono stati imprudenti ed arroganti, temerari e chiacchieroni, fanfaroni e in preda alla coazione a ripetere estemporanea, così lasciando tracce comportamentali e di dialogo: tracce frammentate miste a sospetti!
Le loro vittime sono state di due tipi: 1) per motivi personali e d'interesse i familiari e le contigue; 2) di tipo indiscriminato ma speciale quelle che la sorte serviva loro in ospedale. 
Il dominante non confesserà e sfiderà tutti, la parte sottomessa cederà. 
Ipotesi primaria di immediata constatazione.

domenica 23 ottobre 2016

PRIME CONSIDERAZIONI SUL KILLER DI ALBANO CROCCO

PRIME CONSIDERAZIONI SUL KILLER DI ALBANO CROCCO, IL CERCATORE DI FUNGHI DECAPITATO IN PROVINCIA DI GENOVA

     È un elemento investigativo molto forte che l’aggressione ad Albano Crocco sia avvenuta nei pressi dell’abitazione del nipote Claudio Borgarelli. Questo però lascia un dubbio: "Come poteva pensare Borgarelli di uccidere lo zio in quei modi, tempi, situazioni e luoghi e pensare di farla franca? Sapeva che sarebbe stato il primo sospettato e che le attenzioni si sarebbero concentrate su di lui a tutti i livelli. Si può pianificare l’omicidio del proprio zio nei pressi della propria abitazione e sperare di farla franca?"

     Attendere la vittima o seguirla, spararle alla spalle, decapitarla, manipolarla, toccarla, trasportarla via, buttarne il cadavere nel burrone è un’attiva lunga e complessa che lascia sull’assassino tracce del tipo balistico, biologico ed ematico, merceologico, comportamentale e fisico. Il trasporto presuppone un complice e/o un mezzo e una notevole forza fisica. 
     Gli inquirenti hanno puntato il nipote, ritengo che sia meglio guardare verso tutte le direzioni perché se il nipote è innocente ci si avvia verso un altro omicidio irrisolto.
     Il caso può essere risolto studiando a fondo la scena del crimine, la vittimologia, i reperti, gli orari e la situazione, le testimonianze e tutte le tracce, elementi che allo stato dei fatti non conosciamo e che conoscono – in parte – solo gli inquirenti.

     Il metodo criminoesecutivo della decapitazione deve essere valutato sotto gli aspetti strumentali e di modus operandi delle possibilità e delle capacità dell’esecutore, delle sue tendenze e competenze tecniche criminali, dei bisogni intimi e segreti che egli ha voluto gratificare attuando proprio la decapitazione. Questo metodo uccisorio ha diversi significati simbolici-omicidiari-punitivi, sia a seconda dell’arma, della religione, dell’etnia e dello stato psichico dell’uccisore, sia dello stato della vittima (se prigioniero, se nemico in battaglia, se fuggiasco, se vittima attesa e/o caduta in trappola), sia della punizione che si vuole infliggere alla vittima e del messaggio che si vuole lanciare ai famigliari della vittima ed alla società. 
     Il killer era consapevole che decapitare la vittima e trasportarne il corpo gli faceva allungare i tempi esecutivi e di rischio, ma ha dovuto farlo altrimenti non avrebbe raggiunto quella gratificazione intima che cercava proprio con la decapitazione.  

     Per ora possiamo dire che l’assassino di Albano Crocco è un soggetto spietato, primitivo e crudele, attrezzato con fucile ed arma di decapitazione – attenzione, non pensiamo solo all’arma tipo machete, può essere una mannaia, un coltello, una katana o similari perché potremmo depistarci - , è un soggetto conoscitore del territorio, non anziano, forte fisicamente, scattante, determinato e motivato. Un soggetto esperto di caccia, nell’uso del fucile e dell’arma bianca da taglio, conoscitore del territorio e dell’ambiente.
     È un soggetto rabbioso, che ha voluto/dovuto firmare l’omicidio con la decapitazione della vittima e lo sbarazzamento del corpo tramite precipitazione in un burrone (sicurezza di sé, autoaffermazione e disprezzo verso la vittima). Un soggetto in preda a una vendetta ossessiva compulsiva, un soggetto parzialmente organizzato, rituale e ossessionato, che aggredisce, ferisce, decapita, uccide, trascina il corpo per  buttarlo via come eliminazione della zavorra, che porta via la testa come trofeo, che lascia un messaggio di morte, di terrore e di mistero.
     Il modus operandi del killer presenta tratti professionali e tratti impetuosi. Tratti professionali in quanto il killer era attrezzato logisticamente per la disattivazione della vittima tramite il fucile, per la sua decapitazione e per il trasporto, tratti d’impeto perché ha lasciato tracce biologiche e papillari di sé, tracce del tipo psicologico quali vendetta, odio traboccante, rabbia esplosa, fortissima motivazione del tipo personale.

     La vendetta non è necessariamente contro Albano Crocco come tale, può anche essere una vendetta del tipo simbolico “A chi tocca tocca”, cioè “vittima indiscriminata” a opera del "missionario giustiziere", quindi contro i cacciatori profanatori della natura e della fauna, oppure contro gli infedeli, contro un’etnia particolare: ancora non escludo nulla, il quadro è ancora troppo ampio. Claudio Borgarelli merita di essere attenzionato perché aveva movente, opportunità, capacità, possibilità e stanzialità nell’esecuzione  del crimine, però, come già detto, si deve guardare verso tutte le direzioni. Però bisogna tenere conto della firma psicologica (la gratificazione ottenuta dal soggetto ignoto tramite questo modo di dare la morte ed auto affermarsi), del modus operandi violento, spietato e professionale, delle poche accortezze nel non lasciare tracce di sé.
     È molto importante che il soggetto ignoto non abbia messo in posa la vittima e che non abbia composto la scena, bensì ha scelto e gradito buttarla via con profondo disprezzo appropriandosi della sua testa, come trofeo per rivivere il delitto, per collezionismo, in segno di sfregio e di esaltazione del proprio potere, per messaggio simbolico alla popolazione, ai media ed agli inquirenti. 
     Di fatto ha spersonalizzato la vittima togliendole l’identità, oltraggiandola anche “oltre la morte”!

     Qui realmente occorre lo studio analitico e sistemico del territorio, dei percorsi e delle tracce di qualunque tipo, dei tabulati telefonici e delle celle che hanno agganciato tutti i cellulari passati per la zona, le videocamere presenti sui vari tragitti, sulle farmacie, sui distributori di carburante et similia, le abitudini della vittima, per individuare e definire le opportunità godute dal killer, le sue possibilità esecutive e le sue capacità criminali.
     Albano Crocco può essere stato atteso, appostato, oppure pedinato, o invece può essersi trovato sul punto sbagliato, nella situazione sbagliata e nel momento sbagliato. 

     Il killer, non si sa se una o più persone – lasciamo stare la deduzione che il killer debba essere una persona sola perché la vittima decapitata è stata trascinata in modo convulso tanto da farle perdere portafogli e cellulare (poteva accadere anche con più persone) -aveva con sé fucile ed arma da taglio, quindi era pronto a uccidere ed a decapitare ed ha obbedito all’istinto assassino, però ha lasciate di sé tracce biologiche e papillari e, probabilmente, anche comportamentali e telematiche (telefoniche, scontrini, video e visive di passaggio). Ha organizzato l’omicidio perché lo ha immaginato e fantasticato, ma non si è premunito di mettere in essere atti di autoconservazione per farla franca, per non lasciare tracciare di sé: per questo dico che è un killer “semiorganizzato o del tipo misto”. 

     Il movente potrebbe non essere del tipo diretto contro la vittima, ma proprio del tipo “a chi tocca”, e qui inquadriamo il profilo di un killer del tipo giustiziere missionario, che ha subito un crollo psicotico, che obbedisce alla slatentizzazione dell’istinto assassino “grazie” a ideologia perversa unita al crollo psicotico. In questo contesto non ha scelto la vittima per un movente del tipo diretto contro questa, ma solo perché Crocco è stato sfortunato.
     Il crollo psicotico è un momento di rottura molto forte che il soggetto ignoto ha potuto subire nella sua storia personale, sino a cadere nel baratro dell’obbedienza totale agli istinti omicidi. Nella fattispecie può essere associato ad eventi di natura traumatica, quali violazioni della dignità personale e dell'integrità del corpo del soggetto ignoto, oppure a un evento fortemente stressante (fattore di stress) che giunto a un accumulo enorme e intollerabile ha fatto l’aggressività con un modus operandi semiorganizzato e violento. Organizzato nell’agire il crimine, ma non nel depistare.

venerdì 7 ottobre 2016

IL METODO PER ACCERTARE L'ACCUSA DI VERONICA AL SUOCERO

PROCESSO CONTRO VERONICA PANARELLO. ACCERTAMENTO INVESTIGATIVO. UN QUADRUPLICE ESPERIMENTO TECNICO INVESTIGATIVO CON LA MACCHINA DI VERONICA. Ripropongo lo stralcio delle indicazioni che il 29 febbraio 2016 inviai al Procuratore Capo di Ragusa ed agli Avvocati delle Parti processuali, cosciente che avrebbero fatto finta di non sentire per motivi machiavellici alcuni e/o di primadonnismo altri. 
Ecco l'aspetto più importante. 
Veronica afferma che il suocero si è seduto sul sedile posteriore lato passeggero della propria vettura (una WS Polo) e con tale carico si è diretta verso il Vecchio Mulino; che lì si sono liberati di Lorys; che dopo un brevissimo tragitto ha scaricato il suocero il quale si è diretto a casa; che da lì lei è tornata da sola in macchina.
Ebbene, la vettura di Veronica è stata immortalata diversa volte sia in andata verso il Vecchio Mulino che al ritorno: all'andata col carico anteriore di Veronica e di Lorys (kg 50 + 18) e col carico posteriore di Andrea Stival (kg 70); al ritorno col carico anteriore della sola Veronica e nessun carico posteriore, quindi, alleggerita al carico posteriore di kg 70 ed all'anteriore di kg 18: di fatto, secondo la versione di Veronica, all'andata il carico anteriore era di circa 70 kg e quello posteriore di circa 70 kg, al ritorno il carico anteriore era di circa 50 kg e quello posteriore uguale a zero kg, quindi UNO SQUILIBRIO EVIDENTE!
Appare evidente che si debbano effettuare i seguenti esperimenti ed accertamenti tecnici:
  1. verificare dalle immagini di tutte le videocamere se all'andata ed al ritorno la vettura di Veronica presenta le caratteristiche parametriche di un carico posteriore all'andata di kg 70 ed al ritorno di un carico posteriore di kg zero, cioè, se vi sono dislivelli fra la parte anteriore e quella posteriore della vettura prodotti dalla differenza del carico posteriore di 70 kg e di che tipo: è possibile effettuare tali accertamenti tramite appositi fermi immagine ed appropriati ingrandimenti, oltre che ad effettuare adeguati esperimenti tecnici di simulazione e la ricostruzione tridimensionale delle scene dei luoghi e dei tragitti;
  2. ripetere con la vettura di Veronica o con una di uguali caratteristiche, alla stessa velocità ed alle stesse condizioni ambientali del 29 novembre 2014: (1) il tragitto di andata con una persona dello stesso peso di Veronica e con un peso di kg 18 come carico anteriore e nessun carico posteriore; (2) il tragitto di ritorno con la vettura priva del carico anteriore di kg 18; dopodiché confrontare le immagini del filmato con quelle del 29 novembre e verificare se vi sono differenze o non e, in caso positivo, di quale tipo e per quali ragioni;
  3. ripetere con la vettura di Veronica o con una di uguali caratteristiche, alla stessa velocità ed alle stesse condizioni ambientali del 29 novembre 2014: (1) il tragitto di andata con una persona dello stesso peso di Veronica e con un peso di kg 18 come carico anteriore e con una persona di kg 70 come carico posteriore; (2) il tragitto di ritorno con la vettura priva del carico anteriore di kg 18 e del carico posteriore di kg 70; dopodiché confrontare le immagini del filmato con quelle del 29 novembre e verificare se vi sono differenze o non e, in caso positivo, di quale tipo e per quali ragioni;
  4. comparare tutte le immagini dei tre esperimenti riferite a ogni punto, locazione e coordinate geografiche delle vetture riprese nei frames, e ricercare eventuali squilibri di peso fra i carichi anteriori e quelli posteriori, e quant'altro utile alle investigazioni;
  5. quanto ai precedenti quattro punti si deve applicare allo scenario che vedrebbe, a detta di Veronica Panarello, Andrea Stival trasportato furtivamente nella sua macchina per entrare a casa.
CONCLUSIONI
Se saranno seguite le mie indicazioni il caso sarà risolto per quanto riguarda sia le accuse di Veronica Panarello al suocero, sia la presenza o l'assenza di una persona all'interno della sua macchina nei tragitti sensibili.
Distinti saluti.
Prof. Carmelo Lavorino criminologo, criminalista, profiler, analista della scena del crimine.
EBBENE, SI SONO BEN GUARDATI DAL SEGUIRE LE MIE INDICAZIONI PER I MOTIVI CITATI, E TUTTO QUESTO A DISCAPITO DELLA VERITA' E DELLA GIUSTIZIA, STANNO SOLAMENTE TENTANDO DI DIMOSTRARE O SMONTARE UN MOVENTE DISCORDANTE E ANTITETICO...SCRISSE IL MANZONI "Spegnere il lume è un mezzo opportunissimo per non vedere la cosa che non piace, ma non per vedere quella che si desidera": a buon intenditor...!!!