mercoledì 7 dicembre 2011

OPINIONI & NEWS

SCENA DEL CRIMINE E TRACCE CRIMINALI
Prezzo euro 15,00



OMICIDIO TOMMASO ONOFRI
C.S. di Carmelo Lavorino sulla condanna di Antonella Conserva
Sulla sentenza di condanna di Antonella Conserva no comment: questa era l'aria che tirava, questa è l'Italia che ci ritroviamo, con un sistema investigativo e giudiziario obsoleto e macchinoso, pronto a credere al primo "grande accusatore" che si pente e che accusa altri per salvare "se stesso": sistema veloce come una lumaca, giusto come un terremoto.
Questo è stato un rapimento su commissione a scopo di vendetta e non di estorsione, e l'omicidio del piccolo Tommy è stato premeditato: occorre cercare il terzo livello, quello dei mandanti, che è collegato all’ambiente della pedopornografia e della pedofilia nella zona di Parma e Bologna. Il luogo del seppellimento era premeditato, non vi era alcun riscatto da chiedere!
Ora dobbiamo solo preparare il processo di revisione presentando nuovi elementi, fra cui l'esistenza del terzo livello che ha commissionato il rapimento per scopo non estorsivo, ma di vendetta e omicidiario.

Attenzione, un'altra persona innocente è stata sbattuta in carcere nella grande culla del diritto: l'Italia.

GIOVANNI MORLANDO ASSOLTO IN APPELLO
Il merito tecnico, investigativo e criminalistico è del CESCRIN, grazie alle consulenze tecniche, alla MACREV, agli esperimenti tecnici dei suoi specialisti
Comunicato Stampa CESCRIN           La consulenza CESCRIN           Lo prevedemmo già nel 2011


L'avv. Luigi VINCENZO difensore di Giovanni MORLANDO mentre rivolge ai consulenti CESCRIN dott. Carmelo LAVORINO e ing.Alessandro COMI (consulenti della difesa) alcune domande. I due esperti sono coadiuvati da Alessandro ZUMBAIO.

Omicidio Serena Mollicone - Il giallo di Arce
Sulle tracce dell'assassino di Carmelo Lavorino CS 28.12.11
La relazione tecnica del CESCRIN che fece assolvere Belli
Le attivita e le procedure investigative del CESCRIN a favore di Belli
La confutazione del CESCRIN alle 13 tesi dell'impianto accusatorio
Libero su Arce 28 6 11
SCHEDA DELITTO ARCE



La cattura dell'innocente Carmine Belli, 18 mesi d'ingiusta carcerazione, salvato solo grazie alle attività difensive.

IL GIALLO DI VIA POMA 
Le scarpe di Simonetta: sangue e macchie invisibili ... o no?
     
Il volume VIA POMA INGANNO STRUTTURALE autore Carmelo Lavorino prefazione di Roberto Faenza
Scheda libro      Copertina 1a e 4a    Lavorino e Faenza

  
INTERVISTA
   
TUTTO DI CARMELO LAVORINO SU VIA POMA
 
IL GIALLO DI GARLASCO 
MANCANO IL METODO INVESTIGATIVO, I DECISORI E I DATI DI ALTA QUALITA'
 INTERVISTA ALQUOTIDIANO CRONACA QUI (8.12.2011)


IL PROFILO CRIMINALE DEL SOGGETTO IGNOTO (tracciato nel 2007!!!) 

Commento alla sentenza (IlGiornale, 21 ottobre 2007)


giovedì 13 ottobre 2011

Appuntamenti del CESCRIN


 
VIA POMA INGANNO STRUTTURALE
Oltre il processo a Raniero Busco, oltre le verità di comodo e di facciata, oltre i presupposti e le indagini ufficiali, dentro il nucleo invisibile e la barriera impenetrabile che impediscono la soluzione dell'omicidio di Simonetta Cesaroni. Dentro l'INGANNO STRUTTURALE, quel contenitore segreto degli errori, dei travisamenti, degli artifizi e dei raggiri che hanno permesso all'assassino di Simonetta di farla franca...

La copertina del libro, l'autore Carmelo Lavorino e il regista Roberto Faenza
(2 dicembre, presentazione del film IL DELITTO DI VIA POMA, Roma).

 

domenica 9 ottobre 2011

Omicidio della Lungara

Omicidio della Lungara - Roma 13 ottobre 2003
Il caso verso la soluzione in seguito all'esposto presentato da Athos (padre della vittima) il 5 maggio 2010.
Indagato l'ex convivente della vittima.

C.S. "In risposta alle numerose telefonate pervenutemi da ieri sera, in seguito alla notizia emanata da ADNKRONOS con riferimento all'omicidio di Claudia Agostini, non posso che confermare (1) che vi è stata iscrizione di un soggetto nel registro degli indagati in relazione alla morte della suddetta, (2) il tutto è scaturito dalle indagini seguite all'esposto inviato alla Procura da parte di Athos Agostini con evidenziazione di ben 22 spunti investigativi da approfondire, (3) è stato conferito incarico di consulenza medico legale a specialisti del settore per la corretta ricostruzione della criminodinamica, (4) ribadisco l'importanza delle indagini difensive del tipo tecnico, scientifico, crimiminalistico e criminologico a suo tempo espletate per conto della parte offesa, (5) il profilo logico investigativo esecutivo da noi tracciato è il frutto di un'analisi criminale completa, oggettiva e scientifica e si è rivelato uno strumento investigativo di grande utilità, (6) la fiducia accordataci da Athos Agostini ha dato i suoi frutti".
Carmelo Lavorino

nota ADNKRONOS 10.10.2011
nota Il Giornale maggio 2010
nota IlTempo maggio 2010
Analisi Criminale Cescrin Lungara 2008
nota Il Messaggero maggio 2010
nota Italia Sera maggio 2010

sabato 8 ottobre 2011

Indagini Difensive e Pools Investigativi

PRIMO ANNUNCIO: ROMA, sabato 12 novembre 2011
Seminario di Studi CESCRIN "INDAGINI DIFENSIVE E POOLS TECNICI INVESTIGATIVI"
MASSIMO 40 ISCRITTI
QUOTA ISCRIZIONE EURO 90,00

martedì 4 ottobre 2011

Seminario LA TRACCIA CRIMINALE

7 e 8 Ottobre 2011 - Roma - Ist. San Giuseppe Sala Bacciarini - Via San Giovanni Bovio 44
IL PROGRAMMA     Domanda Iscrizione     Quota partecipazione euro 90,00
A ogni partecipante i volumi “Scena del Crimine e Tracce Criminali” e "Criminalistica Criminologia Investigazione - Il Metodo MOCCI" - Per iscrizioni e Informazioni: CESCRIN, 06 39751126 - cescrin@gmail.com


giovedì 29 settembre 2011

LA SENTENZA KERCHER

INTERVISTA A "IL GIORNALE" PUBBLICATA IL 5 OTTOBRE 2011 - DOPO LA SENTENZA

Considerazioni dopo la Sentenza

PRIMA DELLA SENTENZA
Questa sera sarà pronunciata la sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Perugia: assolti o condannati? Impianto accusatorio che tiene con indizi gravi, precisi e concordanti, oppure, una geniale intuizione investigativa divenuta tesi e scivolata nell'autoconvincimento riverberante, oltre che essere basata su "non indizi" ma ombre di sospetti?
Un perfetto lavoro investigativo o un equivoco logico giudiziario basato su teoremi apodittici?
La Corte sarà fredda, serena, obiettiva e penserà solo alla valutazione degli atti processuali e delle evidenze tecniche, scientifiche e dibattimentali, o sarà determinata da elementi invisibili quali la "ragion di Stato", i pregiudizi, le emozioni, i sentimenti e le crocifissioni mediatiche degli imputati?
Ritengo che se verranno rispettati i principi della Logica, del Diritto e della Scienza, i due imputati saranno assolti perché l'impianto accusatorio è incerto, basato su presupposti incerti o errati e su alcuni sofismi della "falsa causa", oltre che condito da qualche "petizione di principio". Non è stato dimostrato che l'arma del delitto sia il coltello sequestrato a Raffaele Sollecito, che sulla lama del coltello ci fosse il Dna della vittima, che Sollecito fosse sulla scena del delitto durante l'aggressione mortale (teoria apodittica del cancetto del reggiseno), che l'ora del delitto siano le 23,30, ecc. ecc.
CON QUESTE "PROVE" MAI DIMOSTRATE - QUINDI NON PROVE - NON SI CONDANNA NESSUNO!
    
CONSIDERAZIONI E RIFLESSIONI prima della sentenza

domenica 25 settembre 2011

Bruno Contrada: 17 anni di ritardo

Propongo ai lettori quanto scrissi su Bruno Contrada due anni fa riferendomi a quattro articoli del 1995 sempre su Contrada: sono soddisfatto di essere una persona coerente che non segue il carro accusatorio del vincitore di turno.
A proposito di Bruno Contrada
Pubblico quattro articoli del 1995 (novembre e dicembre) a proposito di Bruno Contrada: due scritti da me e due dallo stesso Contrada. I quattro lavori  furono pubblicati sulla rivista Detective & Crime Magazine.
Il primo articolo è "PALERMO: LA COLONNA INFAME"
Il secondo è una dichiarazione che Contrada  mi rilasciò nel 1995, intitolato "BRUNO CONTRADA: ORA PARLO IO!"
Pubblico i quattro articoli perché, nonostante siano passati 12 anni, sono di grandissima attualità e fanno comprendere che l'ERRORE INVESTIGATIVO E GIUDIZIARIO è sempre in agguato, che "Il sospetto è fra i pensieri come il pipistrello fra gli uccelli, volano sempre verso il crepuscolo" come scrisse Francis Bacon.
ULTIME CONSIDERAZIONI:
Bruno Contrada è  un Uomo troppo fiero, dignitoso e onesto per accettare di chiedere la grazia in quanto INNOCENTE.
Se realmente fosse colpevole di quanto è stato accusato meriterebbe di marcire in carcere a vita in quanto TRADITORE DELLO STATO e MAFIOSO, oppure dovrebbe essere fucilato alle spalle.
è   il caso che sulla vicenda di Bruno Contrada si esprimano solo chi conosce realmente il caso, e non chiacchieroni o chi parla solo "per sentito dire ... ma se lo hanno arrestato è colpevole ... ma dopo tre gradi di giudizio = BALLE"!
Mi auguro che qualcuno possa confutare con scienza, conoscenza, coscienza, intelligenza e logica le esaustive risposte e gli ottimi chiarimenti di Bruno Contrada e le mie modestissime osservazioni, deduzioni e argomentazioni, altrimenti dovremmo convenire che in Italia è stato CREATO un altro errore tramite i SISTEMI DELLA COLONNA INFAME e dell'INNAMORAMENTO DELLA TESI.
 Carmelo LAVORINO

martedì 6 settembre 2011

LA TRACCIA CRIMINALE – Roma

Venerdì 7 ottobre– Ore 16,00 – 20,00
Sabato 8 ottobre – Ore 9,30 – 13,00 / 15,00 – 18,30
ROMA – Aula Bacciarini Ist. San Giuseppe al Trionfale – Via Giovanni Bovio  44 (Roma Prati)

ModuloIscrizioneSeminario


ProgrammaSeminario


VENERDÌ - 16,00 - 20,00
16,00 – 17,30 - Dott. Carmelo Lavorino, La scena del crimine, la traccia criminale e la triade criminodinamica
18,00 –  20,00 - Prof. Claudio Lavorino, DNA e scena del crimine
 
SABATO - 9,30 - 18,00
09,30 – 10,40 - Dott. Marco Lilli, Scena del crimine: universo di informazioni investigative
10,40 – 11,40 - Dott. Carmelo Lavorino, L'interpretazione sistemica delle tracce nella scena del crimine
12,00 – 13,30 - Prof. Marco Cannavicci, Scena del crimine: il ruolo del medico legale e il sopralluogo
 Pausa pranzo
15,00 – 16,10 - Ing. Alessandro Comi, La traccia telematica e l'investigazione criminale
16,10 – 17,30 - Dott. Enrico Delli Compagni,  La traccia psicologica del soggetto ignoto e la scena del crimine
17,45 - Prof. Francesco Sidoti
Conclusioni


A ogni partecipante saranno offerti i volumi “Scena del Crimine e Tracce Criminali” autori Carmelo Lavorino e Marco Cannavicci e "Criminalistica Criminologia Investigazione - Il Metodo MOCCI"
Quota partecipazione euro 90,00 (novanta)
Per iscrizioni e Informazioni: CESCRIN, 06 39751126 - cescrin@gmail.com

mercoledì 10 agosto 2011

Omicidio Melania Rea: cinque considerazioni

È stato ipotizzato che le mani di Melania riunite sul petto indicassero un tentativo di difendersi dai colpi mortali. Ritengo, invece, che sia stato l’assassino a disporle le mani sul petto dopo averla ferita a morte:  un atto di matrice psicologica indicatore di negazione psichica, di rimorso, di disfacimento del crimine da parte dell’esecutore, un tentativo di chiusura della scena cruenta. Un atto che è la firma psicologica dell’assassino, derivante dal bisogno intimo di riparazione del crimine e di allontanarsi da esso. Un atto che indica una relazione affettiva fra vittima ed aggressore.

C’è da chiedersi come mai sul corpo e sui vestiti di Melania non siano state rinvenute tracce dell’azione di animali boschivi e i loro residui organici ed alcuna spora degli alberi, nonostante il corpo sia  rimasto sul posto per 48 ore. È altamente probabile che sia stato ricoperto con un telo mimetico. Tale considerazione porta a individuare particolari possibilità, capacità, opportunità, competenze e logistica del soggetto ignoto.

Se sugli slip e sui pantaloni di Melania non vi sono tracce organiche del bisogno corporale che è stato ipotizzato stesse attuando (accosciata per fare la pipì), si deve disegnare una nuova dinamica del delitto e dell’aggressione alle spalle e ulteriori inedite attività di depistaggio ed alterazione della scena.

Occorre verificare la corrispondenza fra i fori, le lacerazioni e i tagli sugli abiti di Melania e le lesioni sul cadavere per definire la linea esecutiva cronologica del crimine.

Certo è che ci sono state, COME MINIMO, due diverse fasi esecutive temporali di aggressione, di inflizione dei colpi d’arma bianca e di manipolazione della vittima.

Primo Annuncio: 10 e 11 Settembre 2011 - QUATTRO Seminari in Sardegna

L'INVESTIGAZIONE DIFENSIVA - LA FONICA FORENSE - LA SCENA DEL CRIMINE E LE TRACCE CRIMINALI
Sabato 10 settembre      ore 09,00 - 13,00 - CAGLIARI, HOTEL CAESAR PALACE
Sabato 10 settembre      ore 16,00 - 20,00 - ORISTANO, MARIANO IV PALACE HOTEL
Domenica 11 settembre ore 09,00 - 13,00 - SASSARI, HOTEL MARINI
Domenica 11 settembre ore 16,00 - 20,00 - NUORO, HOTEL SANDALIA

DOCENTI:
Luigi CARTA, Investigatore privato "L'Investigazione Difensiva"
Mariano PITZIANTI, Fonico Forense "La Fonica Forense & la Trascrizione"
Carmelo LAVORINO, Criminologo Criminalista "La Scena del Crimine & le Tracce Criminali"

Quota di partecipazione euro 60,00
Quota ridotta ai Soci CSIF, CESCRIN e AISF (euro 40,00)
Quota ridotta per Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Penienziaria, Polizia Municipale, Vigili del Fuoco, Corpo Forestale (euro 25,00)

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI:
Mariano Pitzianti 329 8541334
csif@tiscali.it

Annuncio

giovedì 14 luglio 2011

MARIO ALESSI a giudizio per CALUNNIA

Il Tribunale di Bologna GIP dr Bruno Perla, su richiesta del PM dr Enrico Cieri e degli avvocati Eduardo ROTONDI e Luigi VINCENZO, in data odierna ha rinviato a giudizio Mario ALESSI per il reato di calunnia contro Giancarlo CONSERVA e Cosima FAGGIANO, rispettivamente fratello e madre di Antonella CONSERVA. Alessi aveva dichiarato nel processo d'appello svoltosi a Bologna nel 2009, che il cognato e la suocera erano al corrente del rapimento del piccolo Tommaso ONOFRI oltre alla Antonella CONSERVA stessa: un'accusa delirante e subdola che era stata denunciata immediatamente dai due familiari di Antonella CONSERVA.
Le parti offese sono difese dagli avv. ROTONDI e VINCENZO, consulente il criminologo Carmelo LAVORINO, investigatore penale Dante DAVALLI.
Questa è l'ulteriore dimostrazione di credibilità, attendibilità e capacità recitatoria del suddetto Mario ALESSI, già condannnato all'ergastolo per l'uccisione del piccolo Tommy. Mario ALESSI famoso per la frase "I bambini sono angeli ... non si toccano", per poi scoprire che aveva le mani sporche del sangue innocente della sua piccola vittima.

lunedì 27 giugno 2011

Omicidio di Serena Mollicone - Giallo di Arce

Si potevano evitare dieci anni di stallo investigativo-giudiziario sulla morte della ragazza e 17 mesi di ingiusto carcere al carrozziere Carmine Belli.
Con molto ritardo si comincia a fare luce sull’assassinio di Serena Mollicone, tentando d'illuminare la foresta nera dei poteri occulti e delle strane connivenze. Ancora una volta risultano determinanti l'armonia delle scienze criminalistiche, crimonologiche e investigative e l'analisi seria e scientifica della scena del crimine, delle tracce criminali e del profilo criminale del soggetto ignoto.
Auguriamoci che le tracce biologiche repertate e decodificate sugli indumenti della vittima appartengano all'assassino e o ai suoi complici.
Ricordo che all’interno del  nastro adesivo che legava e stringeva le gambe di Serena vennero repertati due frammenti di impronte digitali, indicati come reperti 15.a e 15.b, di cui uno con ben dodici punti caratteristici: dodici punti non sono certezza di compatibilità assoluto, ma sono un OTTIMO INDIZIO INVESTIGATIVO.
Ora è giunto il momento di chiedere definitivamente scusa a Carmine Belli, il carrozziere di Arce che venne ingiustamente sospettato e incarcerato del delitto, che venne assolto in primo grado, in appello e in cassazione grazie alle attività del sottoscritto, del CESCRIN, dei consulenti dott. Enrico Delli Compagni, Marco Lilli, Giusy Ruffo e Dante Davalli ed ai legali Silvana Cristofaro, Romano Misserville (primo grado) ed Eduardo Rotondi (appello e cassazione).
A suo tempo proponemmo un profilo criminale dell’ignoto autore dell’omicidio che ne definiva sia le caratteristiche di possibilità, di opportunità, di conoscenza dei luoghi e della vittima e di capacità; sia le caratteristiche psicologiche, comportamentali, tecniche, organizzative, logistiche ed esecutive per fare quello che a Serena venne fatto: cattura, morte, trasporto, ferocia imbalsamatoria, composizone del corpo e della scena; sia gli scenari omicidiari con movente, intento primario, contesto, territorio e circostanze.
Finalmente gli inquirenti hanno deciso di sbucciare le bucce mai sbucciate.

sabato 18 giugno 2011

Vergognosa condanna per Antonella Conserva

Dopo che la Cassazione nel dicembre 2010 aveva annullato per illogicità e per carenza di motivazioni la sentenza della Corte d'appello di Bologna  (seconda sezione) contro l'imputata Antonella Conserva, ieri, 17 giugno 201, la prima sezione della Corte d'appello di Bologna l'ha condannata a 24 anni di carcere.
Ritengo che la condanna sia stata comminata senza prove, con "quasi indizi" a doppia lettura e senza alcun indizio grave, preciso e concordante, così sferrando un poderoso schiaffo alla logica, al diritto, alle scienze forensi, alla matematica, alle leggi naturali e primarie.
A mio avviso sono state accettate petizioni di principio (gravissimo errore logico), sono stati commessi errori metodologici quali scegliere sempre e comunque l'ipotesi più sfavorevole all'imputata e non seguire il principio "id quod plerumque accidit". Inoltre, sono stati accettati sillogismi con presupposti fallaci, sono state infrante le regole della logica, del buon senso e delle scienze.
Anche l'investigazione criminale e la scienza dell'analisi della scena del crimine sono state denigrate.
Nemmeno sono state seguite le indicazioni della Suprema Corte.
Antonella Conserva è la vittima del pregiudizio, della calunnia, delle maldicenze, della superficialità, del "dalli all'untrice", del "brucia la strega", della mentalità forcaiola e delle caste.
E' una condanna "dormiente ed addormentata", perché chi aveva il dovere di essere vigile e sveglio (anche perché pagato lautamente dallo Stato e perché decideva della vita di più persone), si è invece amabilmente appisolato ... per poi calare la scure della giustizia ...  e chi rappresentava la Legge si è ben guardato dall'intervenire: ma questa è un'altra storia.
In Italia esiste ancora la tendenza del dare sempre e comunque peso maggiore all'impianto accusatorio ed alle indagini del PM e della PG e di dimenticare le regole del "giusto processo", della parità delle parti e del valore delle indagini difensive.
Ora attendiamo le motivazioni della condanna e poi passeremo all'individuazione di cosa rappresentare alla Suprema Corte.
Carmelo Lavorino

giovedì 2 giugno 2011

Tutti contro "il bugiardo" Michele Misseri

Noto che tutte persone che hanno puntato l’indice accusatorio della “colonna infame” contro Sabrina Misseri, da quando venne sospettata da (quasi) tutti e poi accusata  dal padre Michele di essere l’assassina di Sarah Scazzi, oggi, dopo l’autoaccusa confessoria di Michele, sono tutte in gelida difficoltà non palesata e reagiscono in quattro maniere:
  1. fanno finta di niente e continuano imperterrite nelle loro elucubrazioni mentali per dimostrare di “avere visto giusto”, attribuendo a Misseri la patente di non credibilità per le versioni 1 e 8 (!),
  2. continuano ad accusare Misseri senza tenere conto delle sue spiegazioni e della sua versione, perché non possono ammettere di avere sbagliato e quindi di essersi fatti abbindolare dalle sirene accusatorie,
  3. continuano a pagare il piatto di lenticchie ai loro sponsor che li hanno riempiti di segreti istruttori, continuando ad accusare Sabrina,
  4. guardano imperterrite il dito del contadino che indica la luna (dove la luna è la verità).
Ricordo che “chi indaga in nome e per conto del Popolo italiano” non ha il diritto di sbagliare e/o di fissarsi su ipotesi investigative e/o su scenari fissi, così come non ha  il diritto di puntare  le proprie immagine e credibilità sull’ipotesi che gli è cara, perché gioca con soldi e con mezzi non suoi, ma  del Popolo.
Naturalmente è impossibile pronunciare le tre difficilissime parole: "Io ho sbagliato".
Lasciamo stare, poi, chi ha usato Michele Misseri e le sue accuse come passepartout televisivo e per mettere da parte qualche soldino: è la vittoria dello squallore e della non meritocrazia.
Tutto questo, però, succede perché in Italia vi sono diverse cupole e logge “mass mediatiche legal-thriller” che  spaziano dall’accaparramento di clienti imputati e parte offese alle poltroncine di talk show e similari.
Carmelo Lavorino

lunedì 2 maggio 2011

Due volumi di Carmelo Lavorino

Scena del Crimine e Tracce Criminali (scheda)


Il delitto di via Poma

"La Scena del Crimine e lo Staging"

ROMA - Sabato 14 maggio - ore 10,00 - 12,30 / 15,30 - 17,30
Istituto S. Giuseppe, Via Giovanni Bovio 44
Seminario di Studi "LA SCENA DEL CRIMINE E LO STAGING"

Intervento del Prof. Francesco Sidoti

Quota iscrizione al Seminario euro 60,00 (sessanta)

martedì 26 aprile 2011

Sentenza Busco: chi è causa del suo mal pianga se stesso...

La sentenza di condanna di Raniero Busco interpreta congetture non dimostrate da nessuno come certezze; dati incerti, non dimostrati e ambivalenti come certezze; dati non gravi e anch'essi incerti come "gravi e significativi".
La sentenza applica il principio del terzo escluso "Chi se non lui?". Sceglie di premiare il ragionamento molto forte ed amalgamato dell'impianto accusatorio. Punisce severamente la debolezza della strategia e della linea della difesa dell'imputato, l'incertezza e l'incoerenza del suo comportamento processuale, il fatto che la difesa Busco non abbia attivato efficienti indagini difensive e criminalistiche, la sua incapacità nel confutare l'accusa e i testimoni contro, l'inerzia nel dimostrare che Busco nel 1990 aveva prodotto un alibi agli inquirenti che lo avevano messo sulla graticola.
Non riesco a comprendere, ancora, perché la difesa di Busco abbia scelto la linea che Simonetta fosse stata assassinata dopo le 17,30 e non entro le 16,30; perché non abbia scelto di dimostrare che l'assassino ha usato diverse volte la mano sinistra per colpire Simonetta sia a mano nuda sia con il tagliacarte; perché non abbia richiesto perizie tecniche, biologiche e medico legali per individuare l'ora della morte, se l'assassino abbia usato la mano sinistra, sul sangue sulla porta, sul computer della vittima e su altri aspetti topici.
Ritengo che la difesa di Busco (1) abbia svilito l'istituto delle indagini difensive, abbia seminato male e raccolto peggio, (2) abbia attinto molto dal mio libro "Il delitto di Via Poma - Sulle tracce dell'assassino" e dalle mie indicazioni ed avesse i dati e gli strumenti per vincere il processo: invece ha scelto la strada dell'immodestia e dell'ingratitudine, (3) abbia usato Busco e il suo entourage come passepartout per talk show televisivi e per un'effimera visibilità mass mediatica.
... a proposito di "male": chi è causa del suo mal pianga se stesso!

giovedì 21 aprile 2011

E' un killer organizzato l'assassino di Carmela Rea ... serial o rabbioso? O domestico?

L'assassino si è sporcato del sangue della vittima, probabilmente si è ferito colpendola; il suo mezzo di trasporto e il luogo dove ha fatto stazionare il corpo sono sporchi di sangue; ha sferrato i colpi con violenza cieca, punitiva traboccante d'odio. Poi ha avuto a disposizone il corpo inerte della vittima sul quale ha agito attività di manipolazione, di messa in posa e composizione, ma non agito pratiche sessuali. Sulla stessa ha dovuto lasciare tracce proprie, e su di sé ha tracce della vittima.
Se è un soggetto dell'ambiente domestico il caso si chiuderà quando arriveranno le evidenze criminalistiche, di laboratorio e medico legali, perché tutte le contraddizioni esploderanno.
Se è un soggetto esterno, si deve valutare che ha catturato velocemente la vittima approfittando di un calo del suo sistema difensivo, della solitudine del luogo, delle circostanze, oppure della non diffidenza della vittima.
Si tratta allora di soggetto (i) predatore stanziale, meticoloso, pianificatore, conoscitore dei luoghi, delle abitudini e della logistica delle zone, che ha ideato un modus operandi e un metodo di approccio con la vittima - e di cattura - abile, invisibile ed astuto. Un situazionale.
Un predatore che si è organizzato strumentalmente, logiscamente e per modus operandi per attendere la preda al varco, per attirarla in trappola, per catturarla e traportarla altrove, per agire su di lei., oppure che ha approfittato della situazione.
Un soggetto così può essere sia un serial killer, sia una persona che ha agito in modo estemporaneo e/o che spasimava per la donna.
Naturalmente occorre prima analizzare la vittimologia, i vari background, le analogie, i contatti telefonici e di frequentazione, oltre ai percorsi, ai tragitti ed alle varie sincronie spaziali-temporali, per poi attendere gli esiti delle indagini criminalistiche, delle evidenze medico legali, delle investigazioni tradizionali e d'intelligence.
Occorre conoscere i movimenti, i comportamenti, le abitudini e le interrelazioni di Carmela Rea e del marito, sapere se erano già stati sul luogo della scomparsa, chi aveva deciso di andarci, chi lo sapeva.
Per ora prendiamo in considerazione solo i due scenari di difficile soluzione: quello del serial killer e quello del soggetto stupratore e/o situazionale. Quello domestico è fin troppo facile e, come già detto, appena arriveranno i dati scientifici, si autorisolverà.

IPOTESI PRIMARIA: SERIAL KILLER
Non possiamo ignorare le analogie e le coincidenze fra l'omicidio di Carmela Rea e quello di Rossella Goffo: gli stessi tratti femminili marcati, alteri ed avvenenti, l'ambiente militare e/o paramilitare di frequentazione, la zona della scomparsa e del ritrovamento, l'impadronimento repentino ed astuto delle vittime, l'accanimento esasperato contro i loro corpi, la libertà di movimento in un territorio speciale, il possesso di un veicolo pratico e insospettabile. In tutto questo ricordiamoci che il modus operandi varia con l'apprendimento e l'esperienza e che la firma psicologica resta la stessa.
NON PARLARE DI SERIAL KILLER SIGNIFICA SPEGNERE IL LUME PER NON VEDERE QUELLO CHE NON SI DESIDERA.
Si tratta di un serial killer che genera fiducia ed appare innocuo, che è attratto dalle donne avvenenti, more, con aspetto serio e sobrio e che per lui sono NON RAGGIUNGIBILI: un soggetto che alla loro resistenza ed al loro rifiuto entra in stato di improvvisa collera maligna, quella del "guerriero rabbioso distruttivo, violento e implacabile", tanto da arrivare all'over killing ed allo sgozzamento.
E' un serial killer collerico esplosivo, primitivo, sadico, edonista, libidinoso e controllore del potere: è un assassino del tipo primitivo ed espressivo, che quando libera la violenza bestiale distrugge il volto, la femminilità, la bellezza e l'umanità delle vittime: over kill + sgozzamento femminile simbolico + volto devastato = fanatismo e missione di vendetta.
Il soggetto ignoto ha bisogno di trascorrere molto tempo con la povera preda per sentirsi vivo e dominatore, per umiliarla, per affermare la propria grandezza privandola della libertà e della vita, per eseguire il progetto criminoso.
La sua azione culmina nello scaricare la vittima lasciando una firma a due livelli: 1) la cattura della preda seguita dalla rivendicazione del proprio operato crudele e predatorio, dalla manifestazione della propria potenza e del proprio potere sul corpo della donna, dal disprezzo della vittima, dalla sua disumanizzazione tramite la distruzione del viso, dalla sfida agli inquirenti; 2)  i disegni sulla vittima con gli strumenti di morte, la composizione della vittima dopo averla scaricata, la messa in posa della vittima e la meticolosa composizione-organizzazione della scena che lascia agli investigatori per sfidarli e per depistare.
Vuole essere preso in considerazione dalle vittime, dall'opinione pubblica e dagli investigatori che gli danno la caccia: è in escalation omicidiaria.
Quando ha la preda in suo possesso mette in atto tutte le fantasie che ha covato per settimane e mesi, che lo dominano, che lo costringono a fare quel fa.

IPOTESI SECONDA. STUPRATORE E/O EROTOMANE DALLA RABBIA RIMOSSA
L'assassino è un maschio (con molte probabilità anche un soggetto erotomane) che da tempo desiderava sessualmente la donna, la quale, come è noto, non passava inosservata. Il soggetto ha avuto modo di seguirla sin da quando la vittima è uscita di casa con il marito e la figlioletta. La teneva sotto controllo.
Ha atteso il momento opportuno, l'ha seguita, l'ha approcciata: il resto è noto. E si ritorna agli aspetti essenziali della firma, del modus operandi e dell'organizzazione logistica-strumentale già citati. Il movente dell'omicidio è per tacitazione testimoniale, per collera esplosa in seguito all'insulto insopportabile del rifiuto, al non volere essere indicato come "colui il quale ha oltrepassato il segno e il limite", alla perdita del controllo.

L'IPOTESI DEL SOGGETTO DOMESTICO E' LA PIU' SEMPLICE ... !

mercoledì 13 aprile 2011

Condannato a dieci anni di carcere un "predicatore" per violenza sessuale, grazie ai Consulenti del CESCRIN

Il Collegio difensivo di Concetta De Liso, parte offesa nel processo contro il predicatore pentecostale zaccardiano Eliseo Capriotti, imputato di violenza sessuale nei confronti della suddetta, reato consumato quando la stessa era tredicenne e in gravi condizioni fisiche, rende noto che l'imputato "predicatore" è stato condannato alla pena di 10 anni di reclusione.
Il Collegio difensivo della vittima e parte offesa, formato dall’avv. Ernesto Bucci del Foro di Taranto, dal dott. Carmelo Lavorino criminologo criminalista di Roma, dal perito fonico forense ed esperto in indagini informatiche Mariano Pitzianti di Cagliari, dal dott. Enrico Delli Compagni psicologo di Giulianova, dichiara che finalmente è stata fatta giustizia di un reato aberrante, abominevole e turpe, anche grazie alla serenità della Corte Giudicante del Tribunale di Teramo (Presidente Giovanni Spinosa, a latere Angela Di Girolamo e Ileana Ramundo), alla freddezza del P.M. Laura Colica, al coraggio della parte offesa Concetta De Liso, la quale ha avuto il senso civico, la responsabilità e l’intelligenza di fidarsi delle istituzioni denunciando le violenze subite.
Determinanti sono state le consulenze tecniche della parte offesa dott. Lavorino e Delli Compagni e del fonico forense Pitzianti.
Purtroppo le violenze contro l'allora tredicenne si sono consumate all’interno di un gruppo pseudo-religioso che in realtà si è dimostrato essere una setta, organizzazione che si auspica la magistratura renderà oggetto di indagini approfondite.
L’avvocato di parte civile Ernesto Bucci ha chiesto anche l’invio degli atti al pm per falsa testimonianza a carico di alcuni esponenti della comunità che hanno testimoniato nel corso delle varie udienze. 

lunedì 4 aprile 2011

TRE Seminari CESCRIN 2011

ROMA           Sabato 14  Maggio - ore 10,00 - 13,30 / 15,30 - 17,30
ROMA           Sabato 11 Giugno - ore 10,00  - 13,30 / 15,30 - 17,30
CAGLIARI    Sabato 18 Giugno -  ore 10,00  - 13,30 / 15,30 - 17,30NUORO   Domenica 19 Giugno - ore 10,00  - 13,30 / 15,30 - 17,30
ROMA - Sabato 14 maggio - ore 10,00 - 12,30 / 15,30 - 17,30
Istituto S. Giuseppe, Via Giovanni Bovio 44
Seminario di Studi "LA SCENA DEL CRIMINE E LO STAGING"

Intervento del Prof. Francesco Sidoti

Quota iscrizione al Seminario euro 60,00 (sessanta)


Istituto S. Giuseppe, Via Giovanni Bovio 44
Seminario di Studi "OMICIDI IN FAMIGLIA - ASPETTI CRIMINOLOGICI E INVESTIGATIVI"
Docenti: Dott. Marco Cannavicci. Dott. Enrico Delli Compagni, Dott. Carmelo Lavorino, Avv. Luigi Vincenzo 
Quota iscrizione al Seminario euro 60,00 (sessanta)

NUORO 19 Giugno
CORSO D’INVESTIGAZIONE CRIMINALE PER ESPERTI - Primo Modulo
CAGLIARI 18 Giugno
Incontro col criminologo Carmelo Lavorino
LA LOGICA DELL'INDAGINE NELL'ANALISI INVESTIGATIVA CRIMINALE
L'Analisi criminale e il Paradigma investigativo. La logica nell’indagine: induzione, deduzione, abduzione, pensiero laterale, analisi sistemica.  La scena del crimine nell’Analisi criminale. Modus Operandi: definizione, criteri di Analisi criminale. Firma criminale: definizione, criteri di Analisi criminale.
Casi di storia: Il delitto di Cogne: vittima Samuele Lorenzi. Il delitto di Via Poma: vittima Simonetta Cesaroni. Omicidio di Sarah Scazzi. Omicidio di Yara Gambirasio. Altri.

domenica 3 aprile 2011

La Cassazione annulla la condanna per Antonella Conserva

LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE      >>>VISUALIZZA LA SENTENZA<<<

PRIMO COMUNICATO DEL COLLEGIO DIFENSIVOLe motivazioni con cui la Cassazione ha annullato la sentenza di condanna di Antonella Conserva con rinvio, sono precise, logiche ed esaustive, ed hanno accolto in pieno le nostre tesi dandoci ragione su tutti i fronti. Ogni altra dichiarazione ci appare prematura, se non l'esprimere (1) ampia soddisfazione per il riconoscimento che la Giustizia ha conferito al nostro lavoro di analisi, investigativo e giuridico, (2) la speranza che l'innocente Antonella Conserva venga strappata dall'ingiusta carcerazione e che finalmente si possa dare volti e nomi precisi agli assassini del piccolo Tommaso Onofri ed ai mandanti del rapimento e della bieca uccisione, (3) il disappunto che la verità, gli assassini di Tommy e i mandanti del lurido rapimento siano stati cercati in modo scientifico e obbiettivo SOLTANTO da noi della difesa di Antonella Conserva, mentre i due Pubblici Ministeri e gli Avvocati dei familiari del piccolo Tommy si sono fatti turlupinare da Salvatore Raimondi, sino a chiederne la "santificazione giudiziaria" perché " ... è un bravo ragazzo".
ULTIMO PENSIERO: SAREBBE IL CASO CHE GLI AVVOCATI DEI FAMILIARI DI TOMMY E GLI INQUIRENTI (1) LA SMETTESSERO DI PERDERE TEMPO A PERSEGUITARE ANTONELLA CONSERVA ED A CONSIDERARLA LA "MATA HARI", (2) LA SMETTESSERO DI SANTIFICARE RAIMONDI, (3) CHE SI ACCODASSERO A NOI, GLI UNICI CHE SIN DALL'INIZIO HANNO INTUITO LE VERITA' NASCOSTE DELL'ABOMINEVOLE SEQUESTRO-ASSASSINIO. CHIEDO AI SUDDETTI DI FARE UN PASSO INDIETRO E DI COLLABORARE CON NOI PER AMORE DELLA GIUSTIZIA E DELLA VERITA'.Carmelo Lavorino

sabato 2 aprile 2011

Delitto dell'OLGIATA ... lontano da VIA POMA

Dopo 20 anni è stato risolto il giallo dell’Olgiata grazie all’investigazione scientifica e criminalistica, alla tecnologia ed alla ricerca scientifica e criminologica, alla pazienza della parte offesa (marito e figli della vittima), alla volontà di risolvere il caso, al fatto che il filippino Manuel Winston abbia confessato.
Il 4 aprile scrissi "Speriamo che non arrivi qualcuno che faccia ritrattare il filippino, così facendolo divenire una star giudiziaria alla Michele Misseri e usandolo come biglietto d’entrata e grimaldello per talk show." ... ebbene ... questo si è verificato: sta arrivando la solita armata brancaleonesca a caccia della visibilità mass mediatica!
Speriamo che l’uomo non diventi una vittima splendente di pentimento e di sofferenza (o la pecorella smarrita tornata all’ovile), visto che il rimorso dell’omicidio lo avrebbe fatto soffrire per ben venti anni… angosciandolo sino a intenerirlo, tanto che ha chiamato una figlioletta come la vittima: "Alberica", così dimostrando astuzia, sadismo, capacità manipolatorie, egosimo, strumentalizzazione della figlia per procacciarsi alibi psicologici! Però, nonostante il pentimento, i gioielli e i soldi spariti si sono persi e il filippino non ne sa nulla (sic!!!) e, inoltre, dichiara di non ricordare nulla dell'accaduto, come se volesse dimostrare che al momento del fatto era incapace di intendere e/o di volere: ritengo tutto ciò sospetto e da miscelare con le lacrime da coccodrillo del reo confesso.
Sono del parere che Winston poteva essere incastrato già dall’inizio grazie agli elementi logici (movente, possibilità, opportunità, capacità, tempi, sincronie e incroci di alibi), alla sua territorialità ed alla facilità dei movimenti all'interno della villa stessa (i due cani della contessa lo hanno fatto passare, conoscenza di come entrare e come uscire, conoscenza del codice di accesso al garage), a una serie di indicatori del crimine già presenti nel puzzle che dovevano essere organizzati e collegati, alla metodica omicidiaria (aggressione in seguito a litigio, colpi con lo zoccolo, strozzamento tipico di arti marziali, copertura del volto come ultima parte della firma psicologica, ...), a qualche sua traccia biologica che all’epoca poteva di già essere tipizzata ma che non venne analizzata, al rapporto litigioso che aveva con la contessa: questo avrebbe impedito che il sospetto si potesse abbattere verso il marito della vittima Pietro Mattei e il giovane Roberto Jacono.
Ricordiamoci che sin dall'inizio l'omicidio era del tipo complesso e variegato con la prova evidente di più metodiche di aggressione e omicidiarie (colpi alla testa con lo zoccolo, tentativi di strozzamento atipico, tentativi di strangolamento, tentativi di soffocamento), con i chiar indicatori di (A) omicidio d'impeto  in seguito a litigio e furto per tacitazione testimoniale, (B) della ovvia territorialità domestica, (C) della copertura dell'assassino di sesso maschile da parte di qualche territoriale di sesso femminile.
Era il classico caso da libro giallo-noir di alto livello!
Il caso dell’Olgiata mi ricorda – per le vicende investigative e per gli aspetti enigmatici – l’omicidio della professoressa catanese Antonella Falcidia, 4 dicembre 1993, assassinata nel suo appartamento con diverse pugnalate inferte con tecnica orientale, soldi spariti, orologio di valore al polso della vittima (come Alberica Filo della Torre). Venne puntato il marito e mantenuto nell’inferno del sospetto per 17 anni, tanto che nel 2007 venne incarcerato (poi liberato in seguito al ricorso al Tribunale del riesame), processato e - infine - assolto nel febbraio-marzo del 2011. Ebbene, anche in quel caso non hanno guardato verso una direzione che sto indicando da anni: la posizione di un collaboratore domestico della vittima proveniente dallo Sry Lanka, marito della badante, tale Antonio, oggi tornato nel suo Paese ...
Ultimi pensieri: 1) La traccia ematica dell'Olgiata col Dna del filippino Winston non ha nulla a che vedere con la traccia ematica di Via Poma e col suo Dna, sia ben chiaro: la prima è certa, è riferita a un solo tipo di sangue, ne sono state definite tutte e sedici le regioni alleliche; la seconda è l'ombra di un'incertezza vista di profilo ed al buio, sarebbe frutto di commistioni di due, tre e quattro sangui e Dna, ne sono state definite solo otto regioni alleliche. 2) Qualcuno ha coperto il filippino, lo ha aiutato nel depistaggio ed ha goduto di una buona parte dell'attività predatoria. 3) Se il filippino non confessava stavamo freschi.

mercoledì 9 marzo 2011

OMICIDIO YARA: IL PROFILO CRIMINALE LOGICO INVESTIGATIVO

AL 10 MARZO 2011
PREMESSA - Il profilo viene aggiornato in base ai dati che vengono acquisiti, classificati e sistemizzati. I dati sono del tipo forense, criminalistico, criminologico, investigativo, testimoniale, d'intelligence e scientifico.

1 - CRONOLOGIA DEI MOVIMENTI DI YARA. 2 - QUINDICI CONSIDERAZIONI. 3 - DATI CERTI, VINCOLI, LIMITI E CONDIZIONI. 4 - QUATTRO SCENARI OMICIDIARI. 5- QUATTRO MOVENTI OMICIDIARI A SFONDO SEX. 6 - NOVE TIPOLOGIE DELLA COMBINAZIONE CRIMINALE. 7 - TRE GLI SNODI PRINCIPALI DELL’ENIGMA. 8 - TRE I PROFILI CRIMINALI ESECUTIVI DEL SOGGETTO IGNOTO E UN SOLO PROFILO BASICO. 9 – I QUESITI DA RISOLVERE ... segue

La 2a edizione del volume "Il delitto di Via Poma. Sulle tracce dell'assassino", autore Carmelo Lavorino

LA SCHEDA DEL LIBRO

I PUNTI SALIENTI DELLA SECONDA EDIZIONE DEL VOLUME DI CARMELO LAVORINO “IL DELITTO DI VIA POMA”, UN’ANALISI CRIMINALE METICOLOSA, TAGLIENTE ED ESAUSTIVA

ULTIMA CONSIDERAZIONE. Scarta l'impossibile, quello che ti resta, anche se improbabile,E' LA VERITA'

INDICE DEL VOLUME

GLI ARGOMENTI DEL LIBRO

LE LIBRERIE DOVE E' REPERIBILE IL VOLUME

martedì 8 marzo 2011

I PUNTI SALIENTI DEL VOLUME “IL DELITTO DI VIA POMA”, UN'ANALISI CRIMINALE ESAUSTIVA

I PUNTI SALIENTI DELLA SECONDA EDIZIONE DEL VOLUME DI CARMELO LAVORINO "IL DELITTO DI VIA POMA", UN'ANALISI CRIMINALE METICOLOSA, TAGLIENTE ED ESAUSTIVA

Orario della morte. L’assassino ha colpito Simonetta con la mano sinistra. Soggetto territoriale. Le asserite telefonate delle 17 e delle 17,35 sono il frutto di un’abilissima opera di depistaggio. La telefonata fantasma a tre facce. L’arma del delitto e la firma operativa dell’assassino. L’alterazione della scena dopo il depistaggio delle telefonate pomeridiane. L’apodittico scenario con Busco assassino con sette pilastri d’argilla... segue

martedì 1 marzo 2011

PROGRAMMA SEMINARIO CESCRIN

"LA LOGICA DELL'INDAGINE E L'ERRORE GIUDIZIARIO: DELITTI IRRISOLTI, COLD CASES, INNOCENTI IN CARCERE E COLPEVOLI IN LIBERTA'".

Sede: Istituto San Giuseppe - Aula Bacciarini
Via Giovanni Bovio, n° 44 - ROMA (zona Prati, di fronte il Mercato dei Fiori)
Orario: 09,30 - 13,00 / 14,00 - 17,00

SONO BLOCCATE LE ISCRIZIONI ESSENDO STATO RAGGIUNTO IL NUMERO MASSIMO DI 60 ISCRITTI

RELATORI
Sen. Prof. Avv. Ferdinando Imposimato. Dott. Carmelo Lavorino. Dott. Marco Lilli. Prof. Avv. Eduardo Rotondi. Prof. Francesco Sidoti. Avv. Luigi Vincenzo.

PROGRAMMA

Ore 9,30 – Dott. Marco Lilli
Apertura dei lavori. Prolusione. L'errore giudiziario nella storia.

Ore 10,00 – Dott. Carmelo Lavorino
Classificazione degli errori investigativi e giudiziari. La logica dell’indagine per evitare l’errore (Parte nr 1).

Ore 11,15 – Sen. Prof. Avv. Ferdinando Imposimato
L’errore giudiziario e la valutazione della prova e dell’indizio. L’errore giudiziario e le parti processuali: L’errore giudiziario, le indagini e il giudizio.

Ore 12,15 – Avv. Luigi Vincenzo
Errori logici investigativi disseminati nelle varie fasi processuali.
Casi di storia: processo Morlando vittima Igor Franchini; omicidio Pacciarella; omicidio della Lungara; processo Conserva.

PAUSA

Ore 14,00 – Prof. Avv. Eduardo Rotondi
La logica, l’indizio e la prova.
Casi di storia: omicidio di Arce (vittima Serena Mollicone, imputato Carmine Belli); omicidio di Tommaso Onofri imputata Antonella Conserva.

Ore 15,00 - Dott. Carmelo Lavorino – Avv. Luigi Vincenzo
La logica dell’indagine per evitare l’errore (Parte nr 2).

Ore 16,00 – Prof. Francesco Sidoti
Il paradigma indiziario, l’errore investigativo e l’errore giudiziario.
Conclusioni sull’errore giudiziario e la logica dell’indagine.

Ore 17,00
CONSEGNA ATTESTATI DI PARTECIPAZIONE

ORE 17,30: PRESENTAZIONE DEL VOLUME "IL DELITTO DI VIA POMA - SULLE TRACCE DELL'ASSASSINO" autore Carmelo Lavorino Seconda Edizione (pag. 420) - "L'uccisione di Simonetta Cesaroni: Chi è il killer? E' un interno o un esterno di Via Poma? Raniero Busco colpevole o innocente? Il processo contro Raniero Busco: perché l'accanimento? La morte di Pietrino Vanacore: omicidio o suicidio? ANALISI INVESTIGATIVA CRIMINALE". Intervista all'avv. Raniero Valle. Intervista al difensore di Busco avv. Paolo Loria.
EDIZIONI ALBATROS.

lunedì 28 febbraio 2011

OMICIDIO YARA: IL PROFILO CRIMINALE PROGRESSIVO LOGICO INVESTIGATIVO

OMICIDIO YARA: IL PROFILO CRIMINALE PROGRESSIVO LOGICO INVESTIGATIVO


PREMESSA - Il profilo viene aggiornato in base ai dati che vengono acquisiti, classificati e sistemizzati. I dati sono del tipo forense, criminalistico, criminologico, investigativo, testimoniale, d'intelligence e scientifico.

1 - NOVE TIPOLOGIE DELLA COMBINAZIONE CRIMINALE

Il 10 dicembre 2010 tracciai otto tipologie della combinazione criminale (una o più persone) che aveva rapito Yara, tipologie valide anche per il profilo della combinazione omicidiaria, cui ora bisogna aggiungere la nona:
1. soggetto in confidenza/fiducia che ci ha provato (amico, corteggiatore, persona adulta accompagnatore di amiche-colleghe di Yara, un conoscente);
2. cacciatore/i di ragazzine del tipo itinerante e collezionista di prede, munito di mezzo di trasporto e di un circuito di transito della preda;
3. cacciatore/i di ragazzine del tipo pianificatore, organizzato e previdente, con mezzi, strumenti e logistica del tipo speciale;
4. maniaco che approccia da solo, in modo situazionale casuale o in modo premeditato; può essere un soggetto esperto o un principiante della carriera;
5. un soggetto del tipo primitivo e libidinoso, che ha visto la preda e l'ha istintivamente agguantata approfittando della situazione favorevole;
6. un branco che ha agito per baldoria e per edonismo;
7. un'organizzazione o un singolo che ha puntato la ragazzina per segregarla o dirottarla verso luoghi segreti, rispettivamente per motivi di commercio sessuale o di erotomania;
8. sequestro a scopo di riscatto, per motivi politici, per motivi interni di un gruppo particolare;
9. soggetto che ha agito in seguito a litigio, che ha perso il controllo ed è esploso nella rabbia distruttiva.

- Individuo singolo se non trattasi d'omicidio di rituale, di branco o di baldoria.
- Individuo di sesso femminile se e solo trattasi d'omicidio in seguito a litigio e/o per motivi d'invidia, di gelosia e personali-emozionali; in tale contesto può trattarsi d'individuo di sesso femminile o maschile: occorre definire l'oggetto del contendere.

- Il movente (a sfondo sessuale, per vendetta, per invidia, per gelosia, per motivi di gruppo) deve essere sinergico al contesto (litigio, motivi personali, sfondo sessuale o misto) ed all'intento primario del crimine (violenza sessuale, motivi personali, gruppo o strumentale).


2 - TRE GLI SNODI PRINCIPALI DELL’ENIGMA

Occorre definire i quattro luoghi del crimine, cioè:

1) quale sia il luogo di approccio rapitore-vittima; se trattasi del centro sportivo di Brembate, del piazzale antistante, delle strade laterali;
2) quale sia il luogo dell’ultima notizia della vittima; se la zona del cantiere di Mapello, o altra;
3) quale sia il luogo del delitto; se sia il luogo del rinvenimento o altro;
4) se il luogo del rinvenimento del corpo sia l’unico luogo di stazionamento e di occultamento del cadavere, o se ce ne siano altri.
L’individuazione dei luoghi del crimine ci permette di impostare gli scenari secondo ranghi di probabilità e collegarli alla tipologia criminale.

Occorre definire quali siano tutte le evidenze forensi, criminalistiche, criminologiche e investigative, cioè:
- la linea cronologica del crimine e degli eventi;
- la causa e i mezzi che hanno prodotto la morte; la datazione della morte;
- se vi sia stata violenza sessuale e di che tipo;
- la tipologia e la morfologia delle ferite; se siano state inferte mentre la vittima era nuda o vestita;
- se sulla/nella vittima e scena del rinvenimento e se sui reperti vi siano tracce biologiche o di altro del rapitore-assassino; quali tracce della vittima siano presenti sulla scena del rinvenimento del corpo;
- le motivazioni e le circostanze che hanno indotto il soggetto ignoto a non fare rinvenite il telefonino e lo zainetto della vittima ed a fare rinvenire le chiavi, l’iPod e la scheda sim del cellulare;
- che tipo di depistaggi, di alterazioni delle scene, di inquinamento e contaminazione delle scene abbia messo in essere il soggetto ignoto e per quali motivi;
- la possibilità esecutiva di tutti i soggetti probabili ad essere presenti sulle scene e ad approcciare la vittima;
- il comportamento della vittima prima e durante il crimine; il comportamento del soggetto ignoto prima, durante e dopo il crimine.

Occorre definire da quanto tempo il cadavere sia sul luogo del rinvenimento, in quanto le possibilità sono cinque:
1) immediatamente dopo la scomparsa;
2) qualche giorno dopo la scomparsa ma prima del 12 dicembre (giorno in cui la Protezione civile è andata sui luoghi);
3) dopo il 12 dicembre e prima del 16 gennaio 2011, giorno del delitto ai danni un ragazzo extracomunitario sempre sulla zona del rinvenimento;
4) dopo il 16 gennaio;
5) fra i giorni 25 e 26 febbraio.
La risposta è fondamentale per l’individuazione dello scenario su cui lavorare e tracciare il profilo criminale logico investigativo.



3 - TRE I PROFILI CRIMINALI ESECUTIVI DEL SOGGETTO IGNOTO E UN SOLO PROFILO BASICO

PROFILO PRIMARIO - Soggetto pianificatore, organizzato, soggetto che manda messaggi e sfida; che depista, che ha inquinato e contaminato, che ha alterato scene, eventi ed effetti. Detto profilo si riferisce alle tipologie 1), 2) e 3).

PROFILO MEDIO - Soggetto che dopo il delitto si è sbarazzato immediatamente del corpo scaricandolo sul luogo del rinvenimento, così troncando ogni collegamento col crimine, con la vittima e con la scena. Tale soggetto ha un profilo compatibile con quelli indicati ai punti 4), 5), 6) e 9).

PROFILO MINORE - Soggetto misto che ha portato il corpo sul posto qualche giorno dopo il delitto, solo per motivi di autoconservazione e di depistaggio, ma senza sfide e similari. Un profilo compatibile con quelli indicati ai punti 7) e 8).

PROFILO BASICO
Il soggetto si è dimostrato freddo, calcolatore, manipolatore, privo di scrupoli, con forti conoscenze ambientali e territoriali, con forti possibilità personali e logistiche di controllo, di spostamento e di azione. Il termine "soggetto" implica un sola persona o più persone (unità o combinazione criminale).
Il soggetto ha seguito tutte le indagini e le ricerche tramite l'inserimento spionistico e di intelligence nell'ambiente, l'osservazione continua degli avvenimenti, lo studio delle notizie e dei mezzi d'informazione, il controllo delle reazioni della gente.
E' un pianificatore dell'autoconservazione e dell'autotutela.
SE ha portato il corpo di Yara sulla zona del rinvenimento dopo il 16 gennaio, cioè, dopo che sulla zona era rinvenuto il cadavere di un extracomunitario assassinato, zona molto frequentata, anche da spacciatori, prostitute e giovani, SIGNIFICA CHE (A) ha tentato di fare credere che l'omicidio della ragazzina sia maturato nel contesto degli extracomunitari, dello spaccio o della prostituzione, che trattasi di soggetto non territoriale e non delle media-piccola borghesia, non conoscente di Yara, (B) si è disfatto e sbarazzato dell'insopportabile peso psichico del possesso del cadavere che non ha voluto distruggere e/o fare sparire per sempre, (C) ha voluto inviare un messaggio provocatore ai genitori di Yara, così dimostrando il proprio potere, (D) ha voluto puerilmente distaccarsi dal crimine, dal corpo e dalle responsabilità abbandonando il corpo, così tentando un troncamento unilaterale.
SE ha lasciato il corpo sul luogo del rinvenimento senza obiettivi di depistare il contesto e l'intento primario (A) dimostra di essere profondo conoscitore e frequentatore della zona e dei contesti, B) dimostra di avere sfidato ngli inquirenti in modo silenzioso, strisciante e intelligente, così dimostrandosi scacchista dell'orrore e gestore-pianificatore di sfide.
Il soggetto ignoto dimostra, altresì, di possedere possibilità, opportunità e capacità specifiche e logistiche di enorme magnitudo: uno o più mezzi di locomozione e trasporto; accesso a luoghi ed a strumenti di conservazione della salma; tempo a disposizione, scarsi controlli familiari.

Quesiti da risolvere:
Occorre prima conoscere le cause e i mezzi della morte (strozzamento, strangolamento, arma bianca o corpo contundente? o altro?), l'esatta dislocazione delle ferite e delle lesioni, la loro morfologia e cronologia, se inferte mentre la ragazza era vestita o non, se vi sia stata violenza sessuale;
quali siano i tempi di sopravvivenza della ragazzina dopo l'ultimo pasto;
se il soggetto ignoto abbia fatto ingerire droghe alla povera Yara;
come sia stato trattato e manipolato il cadavere;
i rischi che il killer ha volutamente corso: fra i rischi corsi dal soggetto basti pensare al fatto che il killer si è SICURAMENTE sporcato del sangue della vittima, alle tracce biologiche lasciate sulla scena e sulla vittima, al buco d'alibi di almeno due ore, atracce telematiche che ha dovuto lasciare; alla eventuale detenzione del corpo ed alla sua eventuale conservazione durante; al trasporto; al non lasciare tracce (anche telematiche) dei proprio movimenti e comportamenti, al portare fisicamente il corpo dal punto di arresto della vettura a quello del rinvenimento della salma.
Occorre definire se il soggetto ignoto abbia composto con scopi di simulazione e depistaggio (staging) la scena, il corpo e gli indizi.

ORA BISOGNA ATTENDERE GLI ESITI DEGLI ACCERTAMENTI TECNICI E CRIMINALISTICI, GLI ESITI DELLE INDAGINI E L’ANALISI TOTALE DEL QUADRO GLOBALE DEI DATI DI RIFERIMENTO.

martedì 22 febbraio 2011

IL PROFILO DEI RAPITORI DELLA SALMA DI MIKE BONGIORNO

Il gruppo che ha rapito la salma di Mike Bongiorno ha nel suo interno soggetti ambientali-territoriali di Verbania, profondi conoscitori dei luoghi, degli orari, delle abitudini, dei sistemi di videosorveglianza e di sicurezza della “scena del crimine”. Soggetti organizzati mentalmente, logisticamente e tecnicamente, che hanno avuto i tempi, i modi, gli spazi operativi e le opportunità per studiare, preparare ed eseguire il progetto del sequestro. Sicuramente intelligenti, freddi, decisi, senza scrupoli sociali e morali, ma non professionisti incalliti del crimine: giovani squali predatori... segue

lunedì 21 febbraio 2011

2011 - CALENDARIO CESCRIN CONVEGNI E SEMINARI

2011 - CALENDARIO CESCRIN CONVEGNI E SEMINARI

PRIMO ANNUNCIO

5 MARZO, ore 9,30 - 17,00 – ROMA – “L’ERRORE GIUDIZIARIO E LA LOGICA DELL’INDAGINE”5 MARZO, ore 17,30 – ROMA – presentazione del volume 2° edizione “IL DELITTO DI VIA POMA –SULLE TRACCCE DELL’ASSASSINO”, autore Carmelo Lavorino

15 APRILE – CAGLIARI   “CORSO D’INVESTIGAZIONE CRIMINALE PER ESPERTI – MODULO NR 1”
7 MAGGIO, ore 10,00 – 18,00 – ROMA – “LA SCENA DEL CRIMINE E LO STAGING”
28 – 29 MAGGIO – CAGLIARI / ORISTANO – “CORSO D’INVESTIGAZIONE CRIMINALE PER ESPERTI – MODULO NR 2”

11 GIUGNO, ore 10,00 – 17,00 – ROMA “GLI OMICIDI IN FAMIGLIA: ANALISI CRIMINOLOGICA”

10 – 11 SETTEMBRE – CAGLIARI / ORISTANO – “CORSO D’INVESTIGAZIONE CRIMINALE PER ESPERTI – MODULO NR 3”12 NOVEMBRE, ore 9,30 – 17,00 – ROMA – “LE INDAGINI DIFENSIVE E LA CROSS EXAMINATION”

19 – 20 NOVEMBRE – CAGLIARI / ORISTANO – “CORSO D’INVESTIGAZIONE CRIMINALE PER ESPERTI – MODULO NR 4”

venerdì 11 febbraio 2011

SENTENZA MORLANDO DI STAMPO MEDIEVALE - OMICIDIO FRANCHINI

IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI ...

Giovanni Morlando è stato condannato a 26 anni di carcere perché ritenuto colpevole di avere ucciso con decine di pugnalate Igor Franchini. Giorno dell'omicidio sabato 24 gennaio 2009; inizio minimo dell'aggressione ore 22:27; durata dell'aggressione almeno 7 minuti. ... Peccato che alle 22,35 Morlando era a km 2,660 dalla scena del crimine presso il Pronto Soccorso di Formia ... peccato!

Ritengo che la sentenza di condanna sia illogica, antiscientifica, fallace, con errori di diversa tipologia (contraddizioni, apoditticità, falsi sillogismi, travisamenti, apprezzamenti frettolosi ...), sicuramente non degna di uno Stato di alta civiltà giuridica. La reputo essere non basata sul alcun indizio, grave, preciso e concordante; né su alcun elemento fortissimo, assorbente e trainante tale da dimostrare "aldilà di ogni ragionevole dubbio" la colpevolezza di Morlando. Negli Stati Uniti vi sono la presunzione d'innocenza e la regola del ragionevole dubbio, invece, in Italia assistiamo alla sedimentazione nell'animo e nella psiche di alcuni giurati la "presunzione di colpevolezza" e la regola "al di qua del dubbio - il dubbio è contro l'imputato".
La sentenza di condanna di Morlando la stimo uno schiaffo alla logica, alla scienza medico legale, alla criminalistica, alla criminologia, all'analisi della scena del crimine ed al DIRITTO.
Noi della Difesa abbiamo dimostrato che Morlando aveva un alibi; che non aveva il tempo, il modo e il movente di uccidere Franchini; che non vi sono sue tracce sul luogo del crimine e sugli abiti della vittima; che le celle telefoniche (BTS) dimostrano la sua innocenza; che le accuse contro di lui (però assenti in aula, quindi inesistenti e invisibili) valgono meno dello zero; che Franchini è stato ucciso dopo le ore 22,40 mentre Morlando era al Pronto Soccorso di Formia, ma: il sonno della Ragione genera Mostri: tanto è accaduto: ed è nato il Mostro di un Innocente condannato.

In appello ribalteremo la sentenza di condanna perché il giudizio d'appello è freddo, analitico e basato soltanto sulla logica, sulla scienza e sul diritto, e non sulle emozioni o su altre debolezze del nostro sistema giudiziario di primo grado.

A volte il "libero convincimento" del Giudice e un po' troppo libero, avulso da logiche, schemi e regole: questa condanna è l'esempio di un convincimento allegro e sonnacchioso (qualche giurato mentre la Difesa di Morlando parlava ... pensava bene di schiacciare un pisolino ...).
Un innocente resterà in carcere ancora per un anno: questa è la nostra giustizia! E questo accade per due motivi: 1) perché in Italia si ha la tendenza a credere all'accusatore invisibile, che pur di salvarsi il deretano racconta balle e calunnia innocenti; 2)perché gli Inquirenti hanno il difetto d'innaMMMorarsi della tesi accusatoria e del sospetto, così dimenticando di essere Parte pubblica e non Parte privata.

Abbiamo detto a Giovanni Morlando ed ai suoi familiari di avere pazienza ancora per un anno e di sapere soffrire ancora: poi si vedrà in appello!
Ultimo pensiero: quando il PM non replica alla Difesa ... perde e fa perdere molti punti alla credibilità di un processo!